RICOTTA di SIERO denominata "RICOTTA ALLA ROMANA"
La Ricotta non è un formaggio perché viene ottenuta lavorando il siero di latte che si libera dalla cagliata; va dunque più correttamente considerata un latticino.
L'inserimento della ricotta tra i formaggi è quindi improprio, almeno da un punto di vista tecnico, ma viene comunque prodotta per il sempre maggior apprezzamento che sta incontrando presso i consumatori e per la molteplicità di usi culinari.
Il termine ricotta deriva da "cotta due volte", i quanto le proteine ed il grasso che vanno a costituire questo prodotto subiscono due riscaldamenti: il primo per la produzione del formaggio ed il secondo per l'ottenimento della ricotta, attraverso il riscaldamento del siero residuo della lavorazione.
Il ciclo di lavorazione della RICOTTA DI SIERO segue le seguenti fasi di processo:
Si utilizza il siero di giornata delle lavorazioni dei formaggi freschi o stagionati.
1) Riscaldamento del siero con vapore diretto fino a circa 90-95°C.
2) Aggiunta di sale affiorante. Aggiunta di coadiuvanti a base di sali di magnesio. Il sale oltre ad essere un coadiuvante della coagulazione funziona come ingrediente vero e proprio, per conferire alla ricotta un sapore più marcato.
3) Affioramento. Quando le proteine del siero precipitano inglobano aria, e coagulando tendono ad affiorare.
Il coagulo viene lasciato affiorare e consolidare per circa 5 minuti, sospendendo contemporaneamente il riscaldamento.
4) Estrazione manuale. Trasferimento delle proteine coagulate in superficie (ricotta) mediante l'impiego di attrezzi manuali (ramine) in stampi di plastica (fuscelle) disposti su carrelli a piani sovrapposti per lo sgrondo del siero.
5) Trasferimento in cella. La ricotta viene trasferita in cella a una temperatura di
0-4°C fino al mattino successivo dove avviene lo sgrondo del siero e il suo raffreddamento. |